Pranoterapia le mani del pranoterapeuta

Pranoterapia le mani del pranoterapeuta

 Le mani del pranoterapeuta.

 

Presentazione pranoterapia le mani del pranoterapeuta Tutor Vasile, per i corsi pranoterapia 338 2365314.

 Le mani del pranoterapeuta vanno considerate le antenne direttrici dell’energia l’operatore si accosta al malato, dirigendo una specie di corrente che dovrebbe essere benefica. Ognuna delle due mani deve’ avere una diversa funzione: una radiante o irradiante, una disperdente o assorbente. Certi pranoterapeuti dichiarano di usare una sola mano, alcuni di usare le mani insieme allo sguardo, come se anche degli occhi emanasse qualcosa di coadiuvante l’azione terapeutica. Altri invece dichiarano di usare, oltre che le mani e lo sguardo, anche il soffio che avrebbe la funzione di rendere maggiormente efficace l’azione dei due precedenti elementi, distinguendo tra soffio freddo che avrebbe azione sfiammante e soffio caldo che sarebbe invece tonificante.

L’atteggiamento mentale del pranoterapeuta:

è un elemento che ha per noi una notevole importanza e sul quale conviene soffermarci per qualche riflessione non inutile, ma preziosa. Il pranoterapeuta si pone nei riguardi della malattia sulla quale si intende agire, per il tramite delle sue mani. Esso puo’ essere di indifferenza, ma sopratutto di superiorità, di ostilità e perfino di odio nei riguardi del male e della sofferenza. Un siffatto atteggiamento porta qualcuno addirittura a visualizzare l’organo malato, se non addirittura la cellula malata, tentando di agire su quello o su questa maniera da scacciare il male, da vincerlo, da eliminarlo con la concentrazione o di competere con esso per farlo quasi indietreggiare di fronte al bene, che invece deve prevalere. Anche in questo caso viene a creare un colloquio attivo ma in senso competitivo., in cui si innesta una grossa motivazione psicologia.

La motivazione di agire:

è il terzo degli elementi base della pranoterapia ed è del tutto complementare all’atteggiamento mentale di cui si faceva cenno sopra. E’ un misto di amore per il prossimo e di sentimento che permea tutti pranoterapeuti: alcuni in maniera palese preghiera, il segno della croce, altri in maniera blanda concentrazione e rilassamento. Come avviene in certi atleti prima di una importante gara o prova atletica.

Molti operatori usano concentrarsi, altri rilassarsi con tecniche varie. In tutti vi sono nozioni di yoga, meditazione, training autogeno. Sono convinto che tutto cio’ rappresenti un rituale che serve a propiziare l’azione terapeutica; quale che esso possa essere crediamo toni a tutto vantaggio dell’effetto finale che deve rappresentare il recupero al meglio dell’individuo sofferente.